DATI DELL'ITINERARIO

Covigliaio

13 km

750 m

4 ore

E (escursionistico)

1276 m

tutto l'anno

CARTOGRAFIA

D.R.E.Am 1:25.000 n. 01 Appennino Fiorentino

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I "sassi" tra Romagna e Toscana: il Sasso di Castro e il Monte Beni

Il Sasso di Castro e il M. Beni sono due singolari asperità che si differenziano nettamente dagli altri rilievi della Romagna Toscana. Tra colline poco elevate si elevano infatti i due scuri e duri blocchi, formati da rocce ofiolitiche di origine, quindi, vulcanica (come i vicini sassi di S. Zenobi e della Mantesca). Le montagne, quindi, appaiono aspre, tormentate, di aspetto alpestre. Gli itinerari che le risalgono, però, non presentano particolari difficoltà e rendono queste “alpi” romagnole alla portata di tutti gli escursionisti.

 

Da Firenze si segue la Statale n. 65 salendo a Pratolino e poi scendendo nel Mugello passando nei pressi di S. Piero a Sieve e quindi risalendo l’Appennino per raggiungere il Passo della Futa. Da qui, sempre lungo la statale, ci si dirige verso il Passo della Raticosa incontrando, lungo la strada, Covigliaio, piccolo centro montano dove si parcheggia l’auto (855 m). Da Bologna si segue invece direttamente la Statale per il Passo della Raticosa e da qui si prosegue per il Passo della Futa, incontrando Covigliaio.
A piedi si segue la statale verso il Passo della Futa ma, dopo circa 10 minuti di cammino, si pone attenzione a destra (nei pressi della casa ANAS di Faggiotto) per imboccare una pista sterrata con indicazioni del sentiero CAI per il Sasso di Castro (n. 737). Si sale ora sull’ampia via che entra nel bosco arrivando al punto dove i segnavia svoltano a sinistra andando a percorrere ......

 

 
.... le basse ma già rocciose pendici del Sasso di Castro. Lungo il sentiero si incontrano cartelli che segnalano flora, fauna e geologia del luogo. Ci si trova, infatti, in un'importante oasi naturalistica, un Sito di importanza Comunitaria, Area Naturale Protetta della Regione Toscana.
 

 
Il largo sentiero, con una bella diagonale, risale le spoglie pendici della rossa montagna. In alcuni punti il sentiero è stato sorretto a valle per i frequenti fenomeni franosi. Non esistono, comunque, problemi di percorribilità.
 

 
Camminando lungo le pendici del Sasso di Castro, parte nel bosco parte in zone rocciose, si supera una Madonnina nella roccia e si arriva ....
 

 
... ad una dorsale che offre grandi spunti panoramici sull’alta Valle del Santerno e sui coltivati campi circostanti Firenzuola. Con tranquilli passaggi su brulla roccia si arriva quindi al crinale dove si lascia la traccia che scende sul versante opposto .....
 

 
..... per iniziare a risalire a destra il crinale stesso. Il sentiero, sempre segnalato e tracciato, cerca i punti di passaggio migliori, parte nel bosco, parte sui prati d’altura.
 

 
Ad un tratto ci si affaccia sul versante occidentale, occupato da una grande cava in parte ancora in funzione.
 

 
Si torna quindi ad affacciarsi sul versante orientale, occupato dal prato e molto panoramico verso la Romagna Toscana.
 

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